mercoledì 30 settembre 2015

Berger John, Il fuoco dello sguardo


Raccontare per immagini la poesia dello sguardo: la fotografia non è altro che un’istantanea del reale, ovvero un frammento del discorso.
Se è vero, com’è vero, che tutto è parola e linguaggio; la fotografia, allora, non è altro che un frammento estrapolato di testo che, continuamente viene decontestualizzato e ricontestualizzato dal nostro occhio, dal nostro sguardo. La fotografia rappresenta la nostra capacità poetica e creativa di decostruire il linguaggio. John Berger, con Il fuoco dello sguardo, Coazinzola Press, € 18,00, pag. 260, si pone in quella linea d’ombra tra immagine, poesia e poesia dell’immagine.
Per chi si nasconde 
Nelle lontane ombre dell’alba
sul lato occidentale degli alberi
che pausa si diffuse
del giorno appena iniziato
con l’arrivo del sole.
 John Berger, critico, romanziere, pittore e poeta britannico, nato nel 1926, è una delle voci più autorevoli della poesia in lingua inglese contemporanea. Come si legge nella quarta di copertina: “Il suo sguardo acuto e appassionato, registra le contraddizioni e le ferite del mondo in cui si trova a interagire”.
L’alba taglia la testa alla ragione
                                    appoggia la lama su
                                    una spalla di follia
John Berger evoca immagini, colori, sensazioni, come fossero fotografie poetiche della realtà. Il suo sguardo si posa, limpido e umano, nelle criticità dell’istante, per catturare quell’attimo indelebile, quel brandello di poesia, unico frammento destinato a sopravvivere alla caducità del reale.
Tu dalla pianura
                        e io dal mare
abbiamo rievocato gli orizzonti.
                        Oppure li abbiamo previsti
nel sottobosco
                        dove tu ed io abbiamo dormito
abbracciati insieme
                        come cieli abbandonati?
Il verso di Berger è tendente alla prosa, ma non è certamente prosastico, anzi; merito anche della lucida traduzione di Riccardo Duranti che ci accompagna nella nostra esplorazione. Il fuoco dello sguardo di Berger aderisce alle cose; andando oltre le cose; si fa interprete del velo di Maya, ma solo per saggiare le contraddizioni che vi sono nascoste.


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