Amelia Rosselli è una figura chiave della poesia italiana
del ‘900, e non solo. Amelia Rosselli, infatti, ha fatto parte del Gruppo ’63, quindi della neoavanguardia,
o delle cosiddette avanguardie fredde
(per riprendere una distinzione di Maurizio Calvesi), ovvero di quel filone
artistico che riproponeva in poesia, temi vicini a un certo concettualismo e
formalismo: l’infrazione della forma portava necessariamente a un nuovo
significato, poetico e culturale. Dall’altra parte della barricata, le avanguardie
calde, tra cui, uno dei filoni più importanti La scuola romana di poesia, una scuola neo-classica sicuramente; in
cui il recupero della tradizione, classica e latina anzitutto, si scontrava con
una modernità senza confronto: una rivoluzione sul contenuto, sul messaggio,
nell’ottica di una battaglia civile e culturale, per i diritti civili, la
democratizzazione della cultura e il benessere economico delle classi meno
abbienti.
Amelia Rosselli ha rappresentato e tutt’ora rappresenta il
superamento di questa dialettica, in favore di una poesia italiana finalmente
contemporanea.





